L’antico tracciato della via romano-lauretana (sec. XIII – XVI) nel pregevole volume curato da Tiziana Croce e Emanuela De Stefano

 


Un post su Mondo Camerte di una delle curatrici ci ha suggerito di ricordare, con questo breve articoletto, il volume “la viabilità interregionale tra sviluppo e trasformazioni. L’antico tracciato della via romano-lauretana (sec. XIII – XVI) “ curato da Tiziana Croce e Emanuela De Stefano e pubblicato dalle Edizioni Scientifiche Italiane nell’anno 2014.

"Il volume è stato presentato due volte: a Camerino nel 2015, nella Scuola di Giurisprudenza del Palazzo Ducale, con l'autorevole presenza del Prof. Giuliano Pinto dell'Università di Firenze, notissimo medievista, e successivamente nel municipio di San Severino Marche, con il sostegno e la passione dell'architetto Luca Maria Cristini.

L’opera, anche se non molto nota all’esterno del ristretto ambiente degli studiosi, costituisce un volume chiave per chi voglia conoscere le dinamiche complesse che presiedono alle trasformazioni del sistema viario alto e basso medievale tra Tirreno e Adriatico , e alle successive modifiche di età moderna."

"La convinzione che la «rivoluzione stradale del Dugento», una delle protagoniste della fioritura economica e sociale dell’Italia medievale, non avesse coinvolto le province dello Stato papale ha per molto tempo contribuito a marginalizzare il tema storiografico delle variazioni delle principali direttrici viarie nei collegamenti fra il Tirreno e l’Adriatico. L’avanzamento della ricerca, consentendo di ottenere l’immagine sempre più nitida di città e terre della provincia pontificia aperte ai traffici e alle relazioni, ha infine dato impulso agli studi sulla trasformazione della grande viabilità interregionale, consentendo nuove importanti acquisizioni. Il contestuale fiorire di studi sulle vie del pellegrinaggio medievale ha consentito di individuare, accanto alla complessità del sistema degli itinerari di collegamento tra Roma e Loreto – ovvero tra la capitale della cristianità e la «deuxième ville sainte d’Italie», per usare le parole di Jean Delumeau – la persistenza di un tracciato di collegamento particolarmente funzionale ai transiti sulle medie e lunghe distanze che aveva nel segmento Camerino-San Severino uno snodo fondamentale, prima della decisiva opera di ristrutturazione del sistema viario voluta da papa Gregorio XIII. Il volume raccoglie saggi che illustrano, all’interno di un sistema articolato di collegamenti minori, la funzionalità del più antico percorso romano-lauretano attraverso i testi originali di cronache e memorie di pellegrini e viaggiatori, commentandone le variazioni; focalizza infine l’attenzione sui mutamenti tardo cinquecenteschi, allorché viene ufficialmente aperta la «via nova»."

"Da questo libro, grazie al supporto concreto della prof.ssa Tiziana Croce (al tempo vicepresidente Unione montana Marca di Camerino) e ai contributi storici di vari studiosi , il tratto marchigiano dell'antica via romano lauretana è stato recuperato.

Un momento raro in cui POLITICA ( espressa anche dall'assessore Pieroni della Regione Marche, oggi sindaco di Loreto) E RICERCA STORICA hanno collaborato proficuamente per il bene comune .

Così scrive la Prof.ssa De Stefano alla pagina 30, nel saggio introduttivo.

"...attraversati Serravalle, Popola, Verchiano, Spina, Spoleto, Narni, Otricoli, una comitiva di Camerino nel 1485 giunge a Roma.

Appare chiaro che il primo tratto del percorso corrisponde alla via della Spina, ovvero il tracciato saldamente in mano longobarda sin dal VII secolo (SCHIMDT), attraversato dall'anonimo francese nel 1480 e in seguito dal Belluzzi. Testimonianze plurime e cronologicamente diverse che convergono a confermare come fra basso Medioevo e prima età moderna costituisse un asse ancora strategico nei collegamenti interregionali ".